domenica 12 febbraio 2012

LE MIE PRIME FRAPPE

Mia madre ha sempre fatto, rigorosamente di sabato (questione di abitudini), delle frappe stupende ed inimitabili: per questo non mi sono mai cimentata nel farle.
Ma quest'anno, che per ben due sabati, nel periodo di Carnevale, è nevicato e sono andata a trovarla solo durante la settimana, ho avuto voglia di provare ma, ahimè, la sua ricetta è tutta "ad occhio", come dice lei, e mi sono dovuta impegnare a "tradurre" le sue parole in dosi. 
I miei sforzi sono andati a buon fine anche se, secondo me, manca una cosa importante: stendere la sfoglia a mano. Io mi sono servita della macchinetta per la pasta, la classica "Nonna Papera", ma quella che riesce a stendere a mano mia madre è sicuramente ancora più fina.
Certo, a gente esperta come tanti blogger famosi, il titolo di questo post strapperà una risata ma io sono ugualmente orgogliosa del risultato ottenuto alla prima esperienza con le frappe.
Quindi questa è la ricetta delle

MIE PRIME FRAPPE


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INGREDIENTI (per una grande mangiata per 6 persone):
2 uova
1/2 kg. di farina
3 cucchiai di olio
1/2 cucchiaino raso di lievito in polvere
4 o 5 cucchiai di zucchero (meglio se a velo)
3 o 4 cucchiai di liquore 
(io preferisco lo Strega ma mia madre usa il vermouth)
1/2 bicchiere di latte
una spruzzatina di aceto di vino bianco
Almeno un litro e mezzo di olio di semi per la frittura
Zucchero a velo o miele per guarnire le frappe

PROCEDIMENTO: mescolare alla farina mezzo cucchiaino raso di lievito vanigliato.
Spruzzare la farina con un po' di aceto quindi aprirla a fontana. 
Al centro mettere le uova, lo zucchero, il latte, l'olio ed il liquore.
Impastare velocemente e mettere a riposare l'impasto, per una o due ore, coperto con un canovaccio.
Tagliare l'impasto a dadini e passarli nella Nonna Papera (un paio di volte alla misura 5, per 2 volte a 3, una volta a 2 ed una volta ad 1) per ricavarne delle sfoglie il più possibile sottili.
Ricavare dalle sfoglie, con una rotella tagliapasta, delle losanghe della grandezza desiderata e friggerle in olio fondo caldissimo.
Le frappe, se la temperatura dell'olio sarà giusta, inizieranno subito a "gonfiarsi" ed a fare delle bolle. Cuocere per pochi secondi, da 5 a 10, la frappa nell'olio poi girarla con una paletta e cuocerla dall'altro lato per un eguale tempo. 
In pochissimi minuti avrete due grandi vassoi pieni di abbondanti frappe friabili pronte per essere ingolosite come preferite (con zucchero a velo, cioccolato in polvere o miele).
Buon appetito !!!


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giovedì 23 giugno 2011

POLPETTINE PER LA PUPATTOLA

Visto che conosco bene il carattere di mamma e papà sono sicura che la pupattola in questione farà poche storie, magari tra qualche annetto, perfino per mangiare il baccalà. 


Ed è per questo che, in occasione del contest che Luca & Sabrina hanno proposto, voglio regalare alla piccola Alice Ginevra la ricetta di queste 

POLPETTINE DI BACCALA'.

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INGREDIENTI: Per 4 persone bastano 
due grossi filetti di baccalà gia bagnato
acciughe sott'olio
prezzemolo
pane grattugiato
2 uova

PROCEDIMENTO: dopo aver ammollato il baccalà (ma spesso al mercato, soprattutto il venerdì, si trova già ammollato, magari accompagnato da ceci) tritarlo grossolanamente inserendo nel bicchiere del minipimer anche un paio di acciughe sott'olio, un uovo, le foglioline di prezzemolo, ed un paio di cucchiai di pane grattugiato.
Se se ne volesse mitigare un poco il sapore deciso si potrebbe aggiungere un po' di mollica di pane ammollata nel latte.
Con le mani prendere un po' di composto e farne delle palline di media grandezza, schiacciandole poi un poco con il palmo della mano per appiattirle leggermente.  
Passare le polpettine nel pangrattato, poi nell'uovo e poi di nuovo nel pangrattato.
Friggerle e servirle calde.
Io le ho accompagnate con dell'insalata belga scottata alla piastra.

mercoledì 2 febbraio 2011

ZUPPA DI FARRO, FAGIOLI NERI E PERLA, CASTAGNE E PORCINI

Qualche giorno fa le temperature erano prossime allo zero. E cosa c'è di meglio, per scaldarsi un po, di una bella zuppa calda calda? Quindi ecco la mia:

ZUPPA DI FARRO, FAGIOLI, CASTAGNE E PORCINI

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INGREDIENTI (per 4 persone): 
Farro perlato (250 gr.)
Fagioli neri (100 gr.)
Fagioli perla (150 gr.)
Mezza cipolla
Una fetta di guanciale
3 cucchiai di olio evo
Mezzo bicchiere di vino bianco
70 gr. di porcini secchi
200 gr. di castagne
Mezzo litro di latte
Sale e pepe q.b.

PROCEDIMENTO: Ammetto di aver abbreviato un po' i tempi usando un misto già pronto di farro perlato, fagioli neri e fagioli perla (quelli piccoli piccoli, bianchi e dal sapore delicato), però il tocco gustoso l'ho aggiunto io  ^_^
Ho messo a rinvenire i funghi porcini essiccati in una insalatierina con dell'acqua calda.
Ho soffritto mezza cipolla, nella pentola a pressione, con due o tre cucchiai di olio; quando ha iniziato a sfrigolare ho aggiunto il guanciale tagliato a dadini ed il vino. Dopo circa un minuto ho aggiunto i fagioli con il farro e li ho fatti tostare brevemente. Dopodichè ho aggiunto i funghi rinvenuti, coperto il tutto con 2 litri e mezzo di acqua, chiuso la pentola a pressione e cotto, dopo il fischio, per circa 30 minuti.
Nel frattempo ho scaldato il latte, con un pizzico di sale, e vi ho lessato le castagne, cui avevo tolto la buccia e la pellicina interna. 
Alla fine ho unito le castagne alla zuppa e terminato la cottura per altri 7 o 8 minuti. 
Impiattata bollente, pepato, un giro d'olio a crudo e... tanta era la voglia di affondare il cucchiaio nella zuppa, che ho avuto a malapena il tempo di scattare una foto "fumante" !

venerdì 7 gennaio 2011

ZUPPA IMPERIALE

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Sono passati tanti mesi da quel 9 maggio ...ma purtroppo non ho avuto più il tempo di poter scrivere.
Per fortuna la ricetta era stata salvata a metà nel computer, oggi l'ho ritrovata ed ho deciso di finirla perchè comunque merita, e... scusate il ritardo...
Eccomi qua... per parlare della seconda parte dei festeggiamenti, quelli del giorno dopo, a pranzo con i parenti... anzi dovrei dire di poche ore dopo, visto che la sera prima siamo andati a letto alle due di notte. Certo questo post l'ho iniziato subito dopo la festa, ma ormai non è un mistero per nessuno che io non riesco mai a stare al computer per... vari motivi...
Anche questa volta tralascerò di descrivere il pranzo per concentrarmi solo sulla descrizione della torta. Questa torta, infatti, in genere riscuote sempre successo... e alcuni di voi già la conoscono, anche se l'avevo decorata, come vuole la versione originale, e cioè con il ciuffo verde dell'ananas appoggiato al centro della cupola ricoperta di panna; ma questa volta l'ho cambiata un pò. Passiamo alla descrizione... per prima cosa gli

INGREDIENTI:
 Per la base e la farcitura:
un pan di spagna da tagliare in tre o quattro strati
1/2 kg di panna + 2 confezioni da 250gr.
(da usare solo se occorre e questo varia anche dal tipo di decorazione che si vuol fare)
3 kiwi
1 banana
1 ananas fresco con un bel ciuffo verde
1 barattolo piccolo di pesche sciroppate
fragole (se le gradite all'interno, altrimenti solo per decorazione)
succo di mezzo limone, se vi preparate la frutta prima, per non farla annerire.

Per la crema: 
8 uova
un litro di latte
200gr. di zucchero
100 gr. di farina
1 stecca di vaniglia
la scorza grattugiata di un limone

Per lo sciroppo : 
5 cucchiate di zucchero 
2 bicchierini e mezzo di cointreau 
il succo di un arancia (se la fate per i bimbi evitate logicamente il liquore).

PREPARAZIONE:
se volete preparatevi tutta la frutta prima: pulitela, sbucciatela, tagliatela a fettine ed aggiungete il succo di limone per non farla annerire.
Preparate la crema, lo sciroppo, tagliate il pan di spagna in tre o quattro strati (a seconda dell'altezza desiderata); da uno di questi dischi, con uno stampino rotondo, tagliate il centro, ottenendo così un piccolo disco che disporrete al centro del vassoio dove intendete confezionare la torta. 

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Bagnatelo con un pò di sciroppo, sistemateci sopra alcune fettine di banana e ricoprite con la crema; livellate la superfice e mettete qualche fettina di kiwi. Tagliate a sezioni la fetta di pan di spagna "bucata" ed appoggiatele tutte intorno al centro, che avete già guarnito, formando così una pendenza. 

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Bagnate le fette di pan di spagna con lo sciroppo e modellatele con le mani così da formare una piccola calotta; spalmatele con panna montata e guarnitele con pesche sciroppate ed ananas tagliati a dadini.

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Continuate così, alternando strati di crema, panna e frutta diversa ad ogni strato. 

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Se volete conservare la forma a cupola vi consiglio di tagliare ogni strato a sezioni (senza togliere il centro come al primo) altrimenti mettete i dischi interi, ma verrà un pò più schiacciata, come questa che ho realizzato questa volta. 
Nell'ultimo strato  aggiungete alla frutta anche pezzetti di cioccolando fondente, ricoprite con la crema, lisciate con una spatola e poi aggiungete la panna, sempre lisciandola; alla fine procedete con tutte le varie guarnizioni di panna, frutta e varie (potete sbizzarrirvi come volete). 

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La mia realizzazione preferita (che non è quella fatta questa volta) è applicare, poco prima di servirla, sulla sommità della calotta, il ciuffo verde ritagliato dall'ananas.
Vi consiglio, inoltre, di usare un vassoio  con i bordi rialzati che permetta di raccogliere un pò di liquido che potrebbe formarsi visto che la torta è pesante e la frutta, un po' schiacciata dal resto degli ingredienti, può rilasciarne un pò. 
Questa torta la facevo spesso anche per le feste dei bambini, sostituendo nello sciroppo al liquore il succo d'arancia. 

sabato 15 maggio 2010

9 MAGGIO, MICHELA COMPIE 22 ANNI

.....e per questo evento il festeggiamento è stato doppio: una festa il sabato, con gli amici, con torta e candeline dopo la mezzanotte, e un'altra, la domenica, con i parenti e un'altra torta.
I menù li salto perchè non sono stati particolari, ma le torte non possono essere ignorate.....

TORTA DI MEZZANOTTE... IMPROVVISATA

Perchè improvvisata? Perchè ho unito pezzi di varie ricette... ma alla fine il risultato, per il palato, è stato ottimo.
Jacopo mi ha fatto da aiuto-cuoco: infatti seguendo rigorosamente le mie indicazioni, una volta tanto (hehehehe, ci tengo a precisarlo), mi ha aiutato nella preparazione delle creme (c'erano troppe cose da preparare per la cena)
Abbiamo preparato una prima crema "base" con :


gr. 60 di farina
gr. 175 di zucchero
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
6 tuorli
1/2 litro di latte
un pizzico di sale

ed una "crema gateaux", leggermente modificata, con:

gr. 100 di burro

gr. 100 di zucchero a velo
nocciole tritate 20/30 gr.
due cucchiai di rhum
circa 100 gr. della crema pasticcera precedentemente preparata
(consiglio di regolarvi a occhio).

Ovviamente questa crema gateaux viene preparata tutta a freddo lavorando il burro morbido, fino a farlo diventare una crema, aggiungendo lo zucchero, le nocciole tritate, il rhum e per ultimo una parte della prima crema.
Fare raffreddare il composto un poco in frigorifero.

Ho montato mezzo litro di panna fresca e l'ho mescolata con la restante crema base.
Come base per la torta, assemblata come un "millefoglie", ho usato una pasta sfogliata, già pronta, sulla quale ho steso il composto di "crema base" e "crema gateaux"; ho poi messo una seconda base di pasta sfogliata e vi ho spalmato il secondo strato di composto di crema e panna.
Come guarnizione ho disposto sulla superficie della torta delle fragole tagliate a metà ed ho decorato con ciuffi di panna montata e ricciolini di cioccolata fondente.
Al centro della torta ho sbriciolato un po' di pasta sfogliata.
...dimenticavo il tocco di classe di Jacopo: una spolveratina di scaglie d'oro.

Consiglio di prepare questa torta "espressa" per non far ammollare troppo la sfoglia.
Ovviamente visto il numero degli invitati le torte erano due ...tutte "spazzolate" in un attimo.
P.s.: a breve la seconda torta...

sabato 24 aprile 2010

POLPETTONE RIPIENO

Domenica scorsa ho preparato questo bel polpettone ripieno. Oltre che bello devo dire anche buono, perchè a tavola tutti se lo sono quasi litigato e non ne sono rimaste che le briciole...


Quello che occorre:

1 Kg. di macinato misto (vitellone, suino, pollo)
180 gr. di prosciutto cotto a fette
4 uova (per l'impasto)
3 uova (con le quali ho fatto 3 frittatine per il ripieno
)
provola affumicata a fette
olive verdi

sale
pepe
parmigiano
noce moscata
olio

Per il sughetto di contorno:

1 litro di brodo (di dado) di verdure
2 carote
1 cipolla
un rametto di rosmarino fresco
salvia
un gambo di sedano
mezzo bicchiere di vino bianco
farina (mezzo cucchiaio)
olio

Ho spianato con le mani sul tavolo il macinato e vi ho aggiunto gli altri ingredienti: il pane ammollato nel latte, le 4 uova, il sale, il pepe, il parmigiano a pioggia, una grattatina di noce moscata ed un giro d'olio EVO. Ho iniziato ad amalgamare il tutto con le mani e poi ho finito con la planetaria, per avere un impasto più omogeneo.
Ho spianato di nuovo l'impasto su di un canovaccio infarinato, messo ben teso sul tavolo, e vi ho disposto sopra, a strati, nell'ordine: le tre frittatine (fatte con un uovo ciascuna), il prosciutto cotto, le fette di provola affumicata e le olive verdi tagliate a piccoli pezzetti.
Ho poi avvolto l'impasto ben stretto nel canovaccio infarinato, arrotolandolo. L'ho poi ricoperto con carta argentata e cotto a 180° per più di un'ora (dipende dal forno, il mio è un po' "balordo" e la cottura l'ho prolungata un pochino).
Dopo un'oretta di cottura in forno ho tolto il polpettone dalla carta argentata, l'ho girato e l'ho bagnato con un abbondante giro d'olio, terminando la cottura per un'altra ventina di minuti.

NOTA: è preferibile prepararlo la sera prima in quanto, freddo, si taglia molto meglio senza spaccarsi sbriciolarsi.


Essendo una cottura quasi a secco ho preparato a parte il sughetto di contorno in questo modo: ho messo un dado da brodo (di verdure) in un litro d'acqua e l'ho lasciato sciogliere bene. Nel frattempo ho preparato un trito con i rimanenti ingredienti e l'ho messo in un pentolino antiaderente, con un paio di giri d'olio EVO ed il vino bianco. Ho aggiunto un paio di mestoli di brodo ed ho mandato in cottura, a fiamma molto bassa, per circa un'ora. Quando il brodo si è ridotto a poco più di un terzo ho tolto dal fuoco e messo in una ciotolina di servizio.


martedì 9 marzo 2010

PENNE INVERNALI

Finalmente due domeniche fa sono riuscita a spodestare Jacopo dalla cucina e il pranzo l'ho preparato io. Un primo semplice, un pò "invernale" ma veramente buono, a detta di tutti.

PENNE INVERNALI ingredienti: ( x 6 pers.)

500/600 gr. di penne (dipende dalla fame)
350/400 gr. di ricotta
150/200gr. di noci
400 gr. di radicchio tardivo trevigiano
1/2 cipolla media
60 gr. di burro (io mi regolo a occhio)
50 gr. di parmigiano grattugiato
sale,
pepe appena macinato

Lavate il radicchio, scolatelo e tagliatelo a listarelle.
In una padella fate rosolare, con il burro. la cipolla tagliata fina; spruzzate con del vino, unite il radicchio e lasciate appassire qualche minuto.
Aggiungete le noci tritate grossolanamente, salate, pepate ed incorporate ricotta e parmigiano. Amalgamate il tutto e togliete dal fuoco.
A parte lessate la pasta al dente, scolatela (tenendo da parte un pò d'acqua di cottura per stemperare l'impasto, qualora dovesse servire) e versatela nella padella del condimento.
Amalgamate il tutto, a fuoco vivo, per pochissimi secondi e servitela immediatamente.
Buon appetito.


sabato 6 marzo 2010

TUTTI A TEATRO

Ebbene si, ancora una pubblicità !
Però stavolta sono più che giustificata perchè devo pubblicizzare la rappresentazione teatrale di un'altra opera della mia figlia, Ilaria, e sono sicuro che, anche questa volta, sarà un successo, visto che, da quello che ho letto e sentito finora a casa, la cosa mi sembra veramente originale e carina.
Il filo conduttore sul quale è costruito lo spettacolo, infatti, è un "percorso di viaggio" direttamente ispirato alle storie ed ai personaggi delle canzoni di Roberto Billi, fondatore del gruppo musicale "I RATTI DELLA SABINA", che, incarnando il personaggio del "Suonatore", accompagnerà, con la sua musica dal vivo, il personaggio principale, il "Pittore", nel suo intimo viaggio tra i vari personaggi che si materializzeranno di volta in volta sulla scena.

P.s.: il logo della compagnia "La Corte dei Miracoli - Roma", un'araba fenice che risorge, tra le fiamme, dalle sue ceneri, è dell'altra mia figlia Michela: una famiglia di artiste !


Diario di un Equilibrista
Modernamente Demodè


Teatro dell'Orologio - Via dei Filippini 17/A - Roma

Dal 16 al 21 Marzo 2010
Ore 21.00 (Domenica ore 18.00)

Nato dall’incontro tra le canzoni di Roberto Billi e il testo di Ilaria Giambini, “Diario di un equilibrista modernamente démodé” non è solo uno spettacolo teatrale ma piuttosto un viaggio. Un viaggio guidato dalla mano dell’arte, che sul palco si manifesta in forme diverse, partendo dalla pittura, che avverrà dal vivo durante lo spettacolo, passando ovviamente per la recitazione, riempiendosi e completandosi con la musica che lo stesso Roberto Billi, autore di tutte le canzoni, ci regalerà incarnando il personaggio del Suonatore.

Lo spettacolo racconta di un viaggio del nostro protagonista, il Pittore, che si ritroverà a camminare per una terra strana e sconosciuta, popolata di personaggi particolari che lo accompagneranno fino al ritorno a casa, fino alla comprensione che quando un artista crea, non crea altro che ciò che è parte di sé.
Tra indovini, equilibristi, smemorati, innamorati e personaggi senza nome, si snoda il sentiero di questa storia, accompagnata costantemente dalla musica dal vivo di Roberto Billi, che ha con le sue canzoni e i suoi personaggi ispirato la nascita di questo spettacolo.


Di Ilaria Giambini

Musiche e testi
di Roberto Billi


CON (in ordine di apparizione):
Arianna Porcelli Safonov
Silvia Pietrosanti
Roberto Billi
Ilaria Giambini
Marco Di Matteo
Chiara Iuliucci
Andrés Suriano
Manuel Berardicurti
Andrea Bray

REGIA
Annalisa Malizia

AIUTO REGIA
Manuel Berardicurti

FOTO DI SCENA
Dario Ariosto

COSTUMI
Simone Saffioti

TRUCCO
Fabiana Lizzi

COREOGRAFIE
Valeria D'Amico

venerdì 12 febbraio 2010

FIOCCHI DI NEVE SU ROMA

E' bastata una nevicata per tornare ad avere lo sguardo perso e provare un'emozione incontrollabile, come quelle di un bambino.
Mi sentivo felice e stupida a tirare palle di neve, raccolta dai tetti delle macchine, e poi via a scattare un po' di foto per immortalare questo magico momento che chissà quando si ripeterà.

domenica 3 gennaio 2010

CARI AMICI VI SCRIVO...

AUGURO A TUTTI UN SERENO 2010...
....per questo nuovo anno non voglio avere chissà quali impossibili aspettative: non sarà nè peggio nè meglio di tanti altri. Ogni anno porta con se cose belle e cose brutte: è la vita. L'importante è mantenere dentro di noi sempre una finestra aperta alla "voglia di vivere", qualsiasi sia la situazione che dovremo affrontare, perciò auguro a tutti che le vostre aspettative si realizzino circondati dai vostri affetti più cari.... Auguro tanta ricchezza di emozioni per la vostra mente e per il vostro cuore... Auguro un percorso pieno di salute e di armonia con chi vi circonda. A rischio di sembrare troppo stucchevole vi auguro di non permettere all'invidia, all'arroganza, al rancore alle maldicenze e alle cattiverie di prendere il sopravvento nella vostra vita, perchè sono sentimenti che danneggiano soprattutto chi li prova.
Io quest'anno, nell'accogliere il nuovo anno, mi sono sentita (come già successo tre anni fa)... più povera: a dicembre è morto Pallino, il mio gatto, dopo 18 anni di convivenza, lasciando un gran vuoto... e mentre cominciava il conto alla rovescia per la fatidica mezzanotte h0 voluto tenere stretto a me il pensiero di lui fino in fondo (nonostante la confusione che avevo intorno) perchè il suo ricordo non venisse meno.
BUON ANNO

lunedì 21 dicembre 2009

FINOCCHI CON FONTINA E PROSCIUTTO COTTO

Con questa ricetta voglio partecipare alla raccolta di Antonella "Non lasciamoci infinocchiare".
INGREDIENTI:
3 finocchi di media grandezza
100 grammi di prosciutto cotto a dadini (una fetta spessa)
100 grammi di prosciutto crudo
100 grammi di fontina

100 grammi di burro
il brodo di un dado (poco meno di mezzo litro)

sale e pepe


PROCEDIMENTO:
Lavare e tagliare a spicchi i finocchi, quindi sbollentarli tre o quattro minuti per intenerirli leggermente.
Tagliare la fetta di prosciutto cotto a dadini, il crudo e la fontina a striscioline sottili.
Sistemare i finocchi sbollentati in una terrina, in un solo strato, salarli e peparli leggermente disponendo alcune nocette di burro qua e là insieme ai dadini di prosciutto cotto.
Irrorare il tutto con 4 o 5 mestoli di brodo, coprire la terrina con un coperchio ed infornare a 230° per 10 minuti. Proseguire la cottura per altri 15 minuti a 180° senza coperchio. Rigirare delicatamente i finocchi nella terrina e cuocerli per altri 3 o 4 minuti. Dopodichè disporvi la fontina e proseguire la cottura per altri 2 minuti a 180°. Lasciare intiepidire nel forno per 5 minuti e servirli.

mercoledì 2 dicembre 2009

IL TORRONCINO (SAPORI DI GIOVENTU')

Questo dolce, semplice, gustoso e veloce lo faceva la mia mamma quando ero ragazza, ma non ricordo, una volta uscita di casa, di averlo più mangiato.
"Chissà perchè?" mi chiedevo.... e proprio in questi giorni, che mi è tornato in mente, e ne ho chiesta la ricetta a mia madre, ho scoperto "perchè". Mia madre era solita strappare i fogli delle ricette dai giornali e dalle riviste e conservarli, tutti arrotolati, senza mai trascriverle; non avendo più trovato quel "rotolo di ricette" si era convinta di avermele date quando mi ero sposata e quindi non le aveva più cercate. Invece le aveva ancora lei in fondo ad un cassetto, e vi lascio immaginare lo stupore, mano mano che le srotolavo, nel vedere quei fogli ingialliti, consumati, presi da giornali vecchissimi (addirittura del 1957), dei quali non ricordavo più neanche l'esistenza, pieni di quelle belle pubblicità di una volta ed alcune, addirittura, con sul retro l'inizio di una storia teleromanzata.
Ma basta con i ricordi e passiamo alla ricetta.

Occorrente:
2 uova,
150 gr. di zucchero
70 gr. di nocciole sgusciate
50 gr. di cacao amaro
un pizzico di vaniglia
100 gr. di biscotti secchi (io uso i Gentilini)
80 gr. di burro

Esecuzione: lavorare le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso, unire le nocciole, precedentemente tritate non troppo fini, e il cacao, poi unire i biscotti (tritati fini come fossero una farina). In ultimo aggiungere il burro, precedentemente sciolto a fiamma bassa senza farlo colorire. Foderare uno stampo da plum cake con carta forno e versare il composto nello stampo, lisciando bene con una spatola.
Poi porre lo stampo in frigorifero per almeno tre ore, quindi capovolgere in un piatto da portata e servire...... anche con accompagnamento di panna montata.
Io per ralizzare questa ricetta ho addirittuta raddoppiato le dosi, e l'ho preparata il giorno prima, lasciandola in frigorifero quasi 24 ore. A me piace e spero anche a voi.
Buon appetito e non esagerate.
Baci a tutti, Claudia.

lunedì 16 novembre 2009

PATATE E PACHINO

Oggi vi parlo di un contorno facilissimo e veloce da realizzare, colorato, gustoso e di sicuro effetto nella sua semplicità. Si presta molto bene anche come finger food per un aperitivo.
Servono soltanto delle patate piccoline (al limite delle patate novelle, anche se quelle sono più buone lessate) e dei pachino saporiti: non sto a mettere le quantità perchè, come le ciliegie, una tira l'altra... regolatevi voi in base agli ospiti o alla vostra golosità.
Si sbucciano le patate e, se troppo grandi, si tagliano a metà, disponendole su di una teglia ricoperta di cartaforno. Con uno scavino si pratica una piccola fossetta nella patata e vi si depone sopra un pachino (se li volete ancora più scenografici lasciateci il "picciolo"); una leggerissima salatura, un pizzico di pepe spolverato sopra e, magari degli aghi di rosmarino spezzettati (o anche, se vi ci piace, dell'origano).
Un filo d'olio ed il tutto si inforna a 200° per circa 15 minuti , ma regolatevi a occhio: quando le patate inizieranno a dorarsi sfornate e cercate di resistere, se non volete rischiare l'effetto "pomodorino di Fantozzi a 14.000 gradi Farneheit".